DAL 12 AL 15 MAGGIO A ROMA IL FORUM PA 2008

Redazione - 18 aprile 2008

Dal 12 al 15 maggio si riapre alla nuova fiera di Roma l'appuntamento annuale con il ForumPA di Roma, "Mostra convegno dell'Innovazione nelle PA e nei sistemi territoriali", che costituisce ormai un’imperdibile occasione per fare il punto sui nuovi temi che coinvolgono la pubblica amministrazione.

La sanità ha sempre avuto uno spazio molto ampio e gli appuntamenti proposti sono importanti per capire le problematiche più attuali. L'introduzione del dr Riccardo Fatarella ci porta nel vivo del tema dell'innovazione nella sanità.

Lo sviluppo tecnologico ci impone di innovare strutture e organizzazione ed è questa una sfida non eludibile, con la quale chi si occupa di organizzazione e management deve confrontarsi.

"Il progresso scientifico ha accompagnato quotidianamente lo sviluppo dei servizi sanitari nel mondo. Spesso lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità di curare ha trainato le politiche di innovazione.

Innovazione non solo delle tecnologie ma anche dei modelli gestionali e dei sistemi di regolazione della piu’ complessa "organizzazione" mai realizzata dall’uomo, quella dei servizi sanitari.

Quasi sempre l’organizzazione ha rincorso, spesso "affannosamente", lo sviluppo dei saperi in sanità e dei bisogni di assistenza dei cittadini. Il fatto che la disponibilità di nuove e più potenti tecnologie di diagnosi, cura e riabilitazione congiuntamente ai nuovi bisogni, abbia condizionato lo sviluppo organizzativo dei SSN di per se è un fatto positivo.

Tuttavia tale positività si stempera fino quasi ad esaurirsi, allorquando il progresso scientifico e l’innovazione (ma anche le trasformazioni sociali ed i bisogni) assumono un ritmo molto accelerato con una rapidissima obsolescenza.

In tale situazione infatti i cambiamenti organizzativi, strutturalmente piu’ lenti perché richiedono che centinaia di migliaia di persone modifichino i propri comportamenti, inevitabilmente arrivano in ritardo rispetto alle necessità e alle possibilità. Particolarmente critico è il ritardo rispetto alle possibilità curative che l’innovazione mette a disposizione dei pazienti e degli operatori.

Infatti nella situazione di "villaggio globale" nella quale siamo immersi appare particolarmente "odioso" per i pazienti (ma anche per gli operatori) sapere che le nuove possibilità di cure migliori e piu’ efficaci non sono disponibili in un determinato contesto organizzativo/territoriale rispetto ad altri che viceversa ne dispongono.

L’insoddisfazione verso i servizi erogati in alcuni contesti del nostro Paese è particolarmente elevata proprio per questo motivo. L’innovazione in sanità sta assumendo le caratteristiche di "servizio socialmente dovuto".

La nuova frontiera del SSN quindi non è tanto adeguarsi al migliore impiego delle innovazioni che vengono rese disponibili quanto piuttosto cercare di prevedere in che direzione si svilupperanno le nuove tecnologie e i bisogni dei cittadini per anticipare l’innovazione adeguando "preventivamente" l’organizzazione in modo che si trovi "pronta e puntuale" all’appuntamento."

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