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Diventa operativo l'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irst), fulcro della rete oncologica dell'Area Vasta Romagna.
Il centro si pone come nodo di un sistema integrato di cure (secondo il modello organizzativo Hub & Spoke),
che punta ad accrescere la già diffusa e capillare assistenza oncologica in Romagna.
L'accento è posto in particolare sulla ricerca, indispensabile per mantenere e innovare la qualità dell’assistenza oncologica.
All'inaugurazione, sabato 22 settembre, il presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro della salute Livia Turco.
Nel cuore della Romagna, a Meldola, diventa operativo l’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irst). La struttura si pone come fulcro della rete oncologica dell´Area Vasta Romagna: struttura Hub per alcune attività di eccellenza e Spoke per altre attività assolte di concerto con le quattro Aziende Usl (Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini); punto di coordinamento delle attività di studio e ricerca per le malattie neoplastiche.
A sottolineare l'importanza dell'evento la presenza, all'inaugurazione - sabato 22 settembre - del presidente del consiglio, Romano Prodi, del ministro della salute, Livia Turco, accolti dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani e dall'assessore regionale alle politiche per la salute, Giovanni Bissoni.
A illustrare natura e finalità della struttura, inserita nel programma di riorganizzazione e qualificazione degli interventi di assistenza, ricovero e cura per malattie oncologiche nel bacino della Romagna, erano intervenuti - in un precedente incontro con la stampa - il direttore scientifico dell’Irst, Dino Amadori, il direttore generale dell’Azienda Usl di Forlì, Claudio Mazzoni, il direttore generale dell’Azienda Usl di Ravenna e coordinatore dell'Aea Vasta Romagna, Tiziano Carradori e Sergio Mazzi, presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo, storica organizzazione impegnata nella lotta contro il cancro.
Fulcro di un sistema integrato di assistenza
L’istituto rientra nel processo di costituzione dell’Area Vasta Romagna (Avr), modello organizzativo delle Aziende Usl della Romagna con l’obiettivo di rendere più sistematiche le collaborazioni e realizzare una rete integrata di servizi e funzioni che sia la più completa possibile.
«L’Irst rappresenta un nodo fondamentale della rete oncologica romagnola, la quale comprende tutte le strutture oncologiche delle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna – ha illustrato Dino Amadori, direttore scientifico dell’istituto – il centro di Meldola fungerà da governo e catalizzatore della ricerca in questo territorio».
In tale contesto, l’Irst va inteso perciò come sistema integrato volto ad accrescere la già diffusa e capillare assistenza oncologica in Romagna, con un particolare accento sulla ricerca traslazionale e clinica, indispensabile per mantenere e innovare la qualità dell’assistenza oncologica.
La mission del centro sarà quindi quella di recitare un ruolo di leadership e coordinamento, ponendosi come nodo di rete di un sistema integrato di cure, che promuova e orienti i diversi filoni di ricerca e offra ai pazienti un continuum assistenziale di eccellenza.
E’ per questo che il modello di riferimento cui l’Irst s’ispira è quello di un network assistenziale riconducibile alle reti “Hub&Spoke”, con l’istituto come centro della rete delle strutture oncologiche territoriali. Nella veste di “Hub”, la struttura svolgerà attività di eccellenza in materia di governo della ricerca oncologica e delle sperimentazioni, mentre sarà “Spoke” per altri compiti assolti di concerto e per conto delle Aziende Usl dell’Area vasta.
«Senza ricerca è impossibile mantenere gli attuali standard oncologici, che vedono la Romagna vantare la più alta sopravvivenza da tumore in Italia», ha proseguito Amadori. Il direttore scientifico, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore e firmato con il responsabile Innovazione e sviluppo dell'istituto, Mattia Altini, ha spiegato: «Nell'oncologia moderna è fondamentale promuovere e realizzare studi di ricerca traslazionale, ovvero studi che consentano la diretta applicazione clinica delle acquisizioni e delle scoperte dei laboratori di ricerca.
Questo grande obiettivo viene concretizzato al meglio e con la massima efficacia in strutture complete di tutti i servizi e delle facilities cliniche e di laboratorio, che consentano di eralizzare in maniera organica tutti i percorsi».
Un progetto di sperimentazione gestionale pubblico-privato
«Il progetto Irst è nato a metà degli anni ’90 – ha spiegato il direttore generale dell’Azienda Usl di Forlì Claudio Mazzoni – la struttura, però, ha radici profonde, che affondano nei trentacinque anni di lavoro e attività dell’oncologia romagnola. E’ stato proprio il desiderio di mettere a frutto e sviluppare questa storia che ci ha spinto a realizzare il centro, col quale la lotta ai tumori sul nostro territorio, e non solo, farà senza dubbio un salto di qualità».
Alla base dell’iniziativa c’è una collaborazione fra pubblico e privato, concettualmente nuova dal punto di vista organizzativo, dato che coinvolge le quattro Aziende sanitarie della Romagna (Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena), le fondazioni delle Casse di risparmio di Ravenna, Forlì, Cesena, Faenza e Lugo, l’Istituto oncologico romagnolo e il Comune di Meldola.
La maggioranza del capitale (53%) è detenuta dalla componente pubblica, con l’Azienda Usl di Forlì nel ruolo di “capofila” del progetto. Prima tappa nel 2000 con l’autorizzazione alla sperimentazione gestionale per la costituzione dell’Irst da parte della Conferenza Stato-Regioni, cui ha fatto seguito pochi mesi dopo la costituzione della società a responsabilità limitata.
La realizzazione concreta nel 2001, anno della preparazione tecnica dei progetti esecutivi. Nel 2003 la posa della prima pietra, poi, già a fine 2006, l’avvio dei laboratori di ricerca.
Il 1° marzo 2007 si è avuto lo start-up amministrivo-contabile. Quattro mesi dopo, l’installazione delle attrezzature acquisite per le attività di radioterapia.
Ora, dal 1° ottobre, le attività cliniche ambulatoriali (day hospital) e di degenza oncologica, di immunoterapia e di medicina radiometabolica, gli uffici di direzione e le funzioni di staff sono state trasferite fisicamente a Meldola. Nella stessa data l'attivazione dei laboratori di farmacia oncologica, per la preparazione di farmaci antiblastici e di terapie di supporto, e degli ambulatori di diagnosi radiologica, dando così pienamente inizio alle attività assistenziali, diagnostiche e di ricerca.
Gli investimenti
Complessivamente, la struttura ha richiesto un investimento di 35 milioni di euro, di cui 11.619.269 euro per l’acquisto dell’immobile. L’Irst è stato infatti realizzato attraverso la riconversione e l’ampliamento dell’ex ospedale civile di Meldola, caratterizzato da un corpo unico che si sviluppa in tre rami.
Altri 9.662.035 euro sono stati poi necessari per finanziare interventi di sistemazione quali la sopraelevazione del corpo B o il consolidamento del versante fluviale, portando così a 21.281.304 euro il costo totale della parte immobiliare.
Rilevante, infine, l’investimento in attrezzature scientifiche, pari a 11.967.860 euro, a conferma di come l’istituto intenda porsi ai vertici della ricerca in campo oncologico. Altri 700mila euro sono stati invece spesi nell’opera di informatizzazione, portando a 13.532.860 euro l’esborso complessivo in arredi e tecnologie.
Un centro all'avanguardia
L’Irst si presenta quindi come luogo a elevato potenziale tecnologico e scientifico, in grado di poter dialogare con i più qualificati centri nazionali e internazionali, proponendosi quale contenitore ideale per condurre ricerca ad alto livello. Sono i numeri a dirlo: un capitale sociale di 15,1 milioni di euro, un costo complessivo di 40 milioni di euro, un giro di affari stimato di 31 milioni di euro, e una superficie totale di 13mila metri quadrati, con 42 posti letto per la degenza.
Rilevanti gli investimenti in strutture tecnologicamente all’avanguardia, come nel caso della tomoterapia, una tecnologia installata sino ad ora solo all’Istituto ncologico di Aviano e all’IRCCS San Raffaele di Milano, e per gli acceleratori lineari, che consentono trattamenti radioterapici di ultima generazione.
Inoltre, sono stati realizzati laboratori di biologia molecolare, farmacologia preclinica, immunoterapia, manipolazione di cellule somatiche, biologia cellulare, preparazione e modificazione vaccini, nonché un apposito laboratorio di epidemiologia.
Gli obiettivi
Con l’inaugurazione dell’Irst, si prevede in breve di raggiungere obiettivi quali:
· la completa autosufficienza in termini di assistenza oncologica e servizi diagnostici per la popolazione del territorio
· il soddisfacimento delle diverse e progressive aspettative ed esigenze della popolazioni in termini di accessibilità, tempestività, affidabilità e accoglienza
· un considerevole abbattimento dei tempi di attesa.
L’Irst, inoltre, fungerà strutturalmente e scientificamente da centro di coordinamento e di gestione del Registro tumori della Romagna - che dal 1985 rileva i dati di incidenza, prevalenza e sopravvivenza relativi ai tumori maligni nella popolazione dell’Area vasta Romagna – e ingloberà al suo interno l’Unità di Biostatistica e sperimentazioni cliniche, costituita nel 1990 dallo Ior per la stesura dei protocolli relativi alle sperimentazioni terapeutiche, l’analisi di tali dati, la partecipazione a ricerche multicentriche nazionali e internazionali, e l’attività didattica.
Prospettive
La struttura si candida, infine, a divenire quanto prima Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): dal momento stesso dell’attivazione delle attività scientifico assistenziali sarà attivato infatti l’iter amministrativo per ottenere tale riconoscimento.
Gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sono enti a rilevanza nazionale dotati di autonomia e personalità giuridica, finalizzati, secondo standards di eccellenza, a perseguire finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico e in quello dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari, unitamente a prestazioni di ricovero e cura di alta specialità.
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