SSN REGIONI SEMPRE PIÙ IN CRISI PER IL DISAVANZO
DoctorNews - 2 febbraio 2006

La spesa per la sanità continua a crescere nonostante alcune amministrazioni regionali abbiano attuato una serie di interventi finalizzati alla riorganizzazione delle strutture sanitarie con l'obiettivo di ridurre i costi.

Questo il principale risultato di una ricerca del Centro Studi Sintesi, che ha analizzato i "conti " della sanità italiana.Tale tendenza emerge con forza rapportando i costi del settore sanitario con il Pil. Il rapporto spesa sanitaria/Pil in Italia è passato dal 5,9% del 2000 al 6,6% del 2004.

Tuttavia, se le regioni del Nord e del Centro presentano valori prossimi alla media nazionale, nel Sud la sanità assorbe quasi il 9% del Pil regionale, con punte del 9,5% in Campania e del 9,2% in Sicilia. In Lombardia, invece, i costi della sanità rappresentano solamente il 5% del Pil, effetto congiunto di una spesa contenuta e di un elevato ammontare di Pil.

Ma dove vanno a finire i soldi?
I ricercatori del Centro Studi Sintesi hanno tentato di rispondere alla domanda analizzando la composizione della spesa sanitaria. A livello nazionale, la principale voce d'uscita sono i costi per il personale che, nel 2004, assorbivano circa un terzo della spesa; su livelli di poco inferiori si colloca l'acquisto di "beni e servizi" (27,6%), mentre la spesa farmaceutica e l'assistenza ospedaliera rappresentano rispettivamente il 13,6% e il 10,1% delle uscite.

Tuttavia emergono sensibili differenze a livello territoriale: il Nord-Est spende molto in personale e nell'acquisto di beni e servizi e meno nell'assistenza ospedaliera. Nel Nord-Ovest, invece, la struttura della spesa sanitaria è differente: in queste Regioni il personale incide in misura minore che a livello nazionale, mentre si destina all'assistenza ospedaliera una quota doppia rispetto a quella stanziata dalle Regioni del Nord-Est.

Il Sud, infine, spende relativamente poco in acquisto di beni e servizi, destinando maggiori risorse alla spesa farmaceutica convenzionata. Queste differenze nella struttura del bilancio sanitario si traducono in una spesa per il personale che varia dai 582 euro procapite del Nord-Est ai 484 del Nord-Ovest, mentre l'acquisto di beni e servizi costa 445 euro ad ogni cittadino del Nord-Ovest contro i 310 degli abitanti del Mezzogiorno.

<