NOTIZIE SANITA' E SALUTE SUL WEB, PIACCIONO A UN INTERNAUTA SU 4
ANSA -12 luglio 2005

ROMA - La 'e-health' piace agli italiani: oltre un quarto degli internauti nel nostro Paese cerca nella rete informazioni su sanità e salute.
E' quanto emerge dalla nuova indagine del Forum per la Ricerca Biomedica in collaborazione con il Censis, "Il web come consulente sanitario globale. Molta competenza, qualche vetrina, alcuni rischi", presentata oggi a Roma.

Sono 20 milioni gli italiani che si rivolgono regolarmente al grande 'sportello web': il 42,7% della popolazione maggiorenne. Il 95% ricerca e ottiene informazioni che - per il 26% - riguardano i temi della sanità e della salute.

A caccia di informazioni sono non solo i pazienti ma anche i professionisti della salute. Dall'indagine Censis risulta che il 21,1% dei medici si aggiorna su tutto tramite internet. Il quadro che emerge indica chiaramente che lo sportello globale è oggi ritenuto molto più affidabile di ciò che si ritiene comunemente, anche se non mancano i motivi per muovergli alcune critiche.

Secondo quanto pubblicato nel 2003 da Health On the Net Foundation (Hon), l'organizzazione internazionale non governativa che cura le attività di rilevazione più attendibili sul target degli utilizzatori di informazioni di carattere sanitario in rete, oltre il 35% degli internauti europei della 'e-health' sono pazienti che cercano colpiscono loro, un familiare o un caro amico.

Tale fenomeno, se confrontato col dato italiano, e cioé che oltre un quarto delle informazioni ricercate sul web riguarda la salute, conferma l'esistenza di una trasformazione in atto nel rapporto fra medico e paziente: un cambiamento sociale da prendere in considerazione come new trend.

Medico e paziente sono entrambi alla ricerca di informazioni, approfondimenti, consigli e case history. Una sorta di doppio binario di cognizioni - divulgative e scientifiche la cui complessità simmetrica non spaventa più nessuna di queste due categorie.

Fino a che punto, allora, ci si può spingere a definire il ruolo del web alla stregua di un consulente globale medico, sanitario, scientifico? Fino a molto 'oltre', perché l'informazione sanitaria su internet si avvia ad assumere un ruolo di primo piano, pur con tutti i limiti.

Ecco le maggiori critiche mosse al web: innanzitutto la data degli aggiornamenti, un'indicazione assente nell'80% dei casi. Poi le fonti scientifiche, che permettono di distinguere fra dati e notizie del tutto affidabili o credibili. Anche la certificazione dei siti sanitari e salutistici, che è presente solo nel 7,4% del campione, offre una formula di garanzia. Le news sono in testa alle preferenze tra le 'mete' di 'navigazione virtuale': 76,8%. Nell'11% dei casi ci si rivolge alla rete invece di consultare un'enciclopedia medica o riviste specializzate. Il rischio è di alimentare una diffusione non controllata di saperi approssimativi, che potrebbero determinare comportamenti sbagliati per la salute, ma internet ha il vantaggio di essere accessibile sempre e offrire in tempo reale notizie e aggiornamenti sugli argomenti più specialistici. Il web si trasforma anche in un grande confessionale per i malati. L'8,9% dei siti analizzati offre consulenza medica online (via email, chat o forum) e psicologica nel 5,3% dei casi e infine, anche se in termini molto più esigui, giuridica e normativa (1,1%).

Nei circa 200 web interessati dall'indagine nel periodo che va dal 9 al 19 maggio 2005 (siti istituzionali, delle associazioni dei malati e non specializzati), l'ansia non sembra fortunatamente fare da perno e dare adito a strumentazioni di sorta. Solo nel 5,8% dei casi, si tende infatti a incidere sull'elemento di vulnerabilità dell'utente, segno che si sta raggiungendo una certa maturità dell'informazione web, perlopiù affidabile, almeno nel 72,6% del campione che fa specifico riferimento a fonti autorevoli, medico-scientifiche e giuridico-normative.

Infine, la classifica dei contenuti. Dopo le news (76,8%), seguono il riferimento a fonti autorevoli (72,6%) e la possibilità di approfondimento (61,6%). La pubblicità commerciale e sociale incide rispettivamente per il 17,9% e per il 13,2%, ma senza pregiudicare a priori lo scarso valore o la credibilità del sito.

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